Il Tempio Reale Wat Suthat

Il Tempio Reale Wat Suthat

Il tempio Wat Suthat è ufficialmente conosciuto col nome di "Wat Suthat Thepwararam Rajaworamahaviharn". È un Monastero Reale, uno dei 13 Templi di Prima Classe presenti in tutta la Thailandia. Un punto di riferimento importante è la Grande Altalena, situata di fronte all’entrata. La costruzione del tempio iniziò sotto il re Rama I della dinastia Chakri nel 2350 BE (1807 d.C.), ma fu completata solo durante il regno di re Rama III, circa 40 anni dopo.

 

Cartina Mappa Turisitica del Monastero Wat Suthat

Mappa Cartina Turistica del Tempio Wat Suthat a Bangkok

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Storia del Wat Suthat

Tempio Wat Suthat - Bangkok - Entrata

all'inizio del periodo Rattanakosin (1807), re Rama I ordinò la costruzione del tempio che originariamente fu chiamato "Wat Maha Sutthawat", nella zona di Dong Sakae nel centro della città di Bangkok. Ordinò anche la costruzione di un viharn (o wihan) ossia la Sala della Preghiera, per custodire l'immagine di Phra Sri Sakyamuni (Phra To) proveniente dal viharn reale del tempio Wat Mahathat nella provincia di Sukhothai. Purtroppo Rama I morì nel 1809 prima che il progetto venisse completato e consacrato a Sangkhram: appellativo di Wat Luang e/o di Wat Rajabophit che conferisce al tempio lo status di Monastero Reale di Prim'Ordine, legalmente riconosciuto e protetto dal Sovrano. Compito che fu poi portato avanti dai suoi successori Rama II e Rama III. Dopo la morte del Rame I, quando non ancora consacrato spesso veniva chiamato Wat Phra To, Wat Phra Yai o Wat Sao Chingcha. Parte dei lavori continuarono col Re Rama II Re Phutthaloetla Naphalai, che ordinò la costruzione e intagliò personalmente le porte del viharn. Il tempio infine fu completato durante il regno di Re Rama III nel 1847 e fu chiamato "Wat Suthat Thepwararam", infatti nei documenti storici compare come "Wat Suthat Theptharam". Durante il regno di Re Rama IV, le principali immagini del Buddha nella Sala della Preghiera, nell'Ubosot o Sala delle Ordinazioni e, nella Sala dei Sermoni ricevettero i nomi corrispondenti: "Phra Sri Sakyamuni", "Phra Phuttha Trilok Chet", "Phra Phuttha Settha Muni".
Storia odierna, il 31 agosto 2023 il Dipartimento di Belle Arti ha designato il Wat Suthat Thepwararam Ratchaworamahawihan come sito storico, comprendente 28 rai e 76 wah quadrati (45.104 metri quadrati)

 

Pratu Phi la Porta degli Spiriti che porta al Wat Suthat

Tempio Wat Suthat - Pratu Phi la Porta degli Spiriti

macabro legame storico e leggendario risalente al XIX secolo. Essendo la porta delle antiche mura da cui, per legge reale, dovevano transitare tutti i cadaveri diretti ai crematori esterni del vicino Wat Saket, l'area di Wat Suthat divenne il fulcro di un tragico "asse della morte", specialmente durante le devastanti epidemie di colera dell'Ottocento. Questa costante processione funebre e la vicinanza alla porta diedero origine alla celebre leggenda horror dei Pret di Wat Suthat. Oggi l'area, che interseca la storica via Thanon Bamrung Muang proprio a ridosso dell'antico varco, ha completamente cambiato volto ed è universalmente nota come il più grande centro di produzione artigianale e vendita di forniture buddiste dell'intera Thailandia. Un immenso showroom a cielo aperto dove i laboratori locali fondono e decorano le monumentali statue del Buddha e le icone religiose destinate a rifornire tutti i templi di Bangkok e della Thailandia.

 

L'Altalena Gigante

Tempio Wat Suthat Bangkok - Altalena Gigante Sao Chingcha

o Sao Chingcha, è un'imponente struttura religiosa situata di fronte al Wat Suthat eretta nel 1784 durante il regno di Re Rama I, fu costruita come parte di un'antica cerimonia brahmina radicata nelle credenze indù del periodo. L'Altalena era al centro della cerimonia Triyampavai-Tripavai, celebrata ogni anno per celebrare il dio indù Shiva dopo la raccolta del riso. Durante lo svolgimento del rituale i giovani si dondolavano in alto sull’altalena nel tentativo di afferrare un sacchetto di monete sospeso a mezz'aria, simbolo di benedizioni divine e ordine cosmico. La pratica era estremamente pericolosa, infatti a causa dei numerosi incidenti mortali, il rituale dell'altalena fu ufficialmente interrotto negli anni '30, durante il regno di Re Rama VII.
Nel corso dei secoli l'Altalena è stata danneggiata dal tempo e dalle intemperie, fu colpita da un fulmine nel XIX secolo. Il restauro più significativo è avvenuto tra il 2005 e il 2007, quando i pilastri originali in legno di teak gigante furono sostituiti e quelli originali dopo essere stati restaurati vennero posti all’interno del Museo Nazionale di Bangkok.
Oggi l'Altalena Gigante rimane un punto di riferimento culturale e architettonico del popolo thai che riflette il profondo legame tra la ricca stratificazione storica di Bangkok e le sue tradizioni spiriturali. Sebbene non sia più utilizzata nei rituali rappresenta un potente simbolo del patrimonio induista-buddista della Thailandia.

 

La Cappella principale o Sala della Preghiera

Tempio Wat Suthat - Sala della Preghiera Phra Viharn Luang  - Phra Sri Sakyamuni

Phra Viharn Luang o cappella principale è un monumentale capolavoro dell'arte Rattanakosin progettato per simboleggiare il centro dell'universo buddista. Sorge su una piattaforma rialzata a due livelli circondata da un chiostro con 156 Buddha dorati e 28 pagode in pietra cinese. L'ingresso è celebre per i portoni in legno di teak intagliati a mano sotto ordine del Re Rama II, che immettono in una solenne sala dominata dal Phra Sri Sakyamuni dove campeggia un colossale Buddha in bronzo del XIV secolo (alto 8 metri) nel cui piedistallo sono custodite le ceneri di Re Rama VIII. All'interno, le colonne e le pareti sono interamente ricoperte dal più vasto e raffinato ciclo di pitture murali della Thailandia, che illustra nei minimi dettagli la cosmologia dei Tre Mondi e scene di vita siamese dell'Ottocento sotto un soffitto rosso decorato con stelle dorate.

 

Ubosot o Sala delle Ordinazioni

Tempio Wat Suthat - Sala delle Ordinazioni Ubosoth - Phra Phuttha Trilok Chet

l'Ubosot del Tempio Reale Wat Suthat è il più lungo della Thailandia. L’immagine del Buddha principale all'interno dell'Ubosot è quella del Phra Buddha Trilok Chet, dove il Buddha assume una postura Mara-Vijaya: chiamata anche "La presa della Terra a testimone" o Bhumisparsha Mudra raffigura il Buddha seduto in meditazione con la mano destra appoggiata sul ginocchio destro, le cui dita sfiorano il terreno. Sia l'Ubosot che la statua del Buddha furono costruiti durante il regno di Re Rama III, anche i meravigliosi affreschi alle pareti interne dell'Ubosot furono realizzati da artigiani del regno di Re Rama III. Le porte e le finestre hanno la forma di archi chedi (o stupa) a forma di cupola o torre a campana, che creano un design unico e meraviglioso.
A protezione del perimetro sacro sulle 4 pareti esterne attorno all'Ubosot ci sono “8 Bai Sema”: lapidi in marmo grigio a forma di foglia divisa in due parti che riportano 16 sculture mitologiche con l’elefante bianco a tre teste Erawan che in ciascuna proboscide regge un bocciolo di loto. Sopra di esse si trovano tre fiori di loto in piena fioritura. Sulle pareti nord e sud ci sono quattro “Kei Proy Tan” per lato: contenitori usati per le offerte dei fedeli durante le cerimonie reali.

 

La leggenda dei Pret

Monastero Wat Suthat - La leggenda dei spriti Pret

il Wat Suthat Thepwararam Ratchaworawihan negli affreschi del suo Ubosoth costodisce la leggenda dei “Pret o Spiriti Affamati". I Pret presenti nei dipinti sui pilastri laterali dell'immagine del Buddha Phra Sri Sakyamuni, realizzati durante il regno di Re Rama III, raffigurano esseri magri e sofferenti, talvolta circondati da monaci che meditano sulla loro morte. Figure mitologiche rappresentate come fantasmi altissimi e scheletrici, con colli sottili come spilli e ventri enormi, impossibilitati a nutrirsi (il cibo si trasforma in brace), rappresentano l'eterna fame e l'attaccamento ai desideri terreni. I Pret nel buddismo thailandese più che a terrorizzare fungono da monito ai fedeli, rappresentano le conseguenze di una vita vissuta senza equilibrio, con avidità, una esistenza condannata ad una sofferenza interiore.
Si era sparsa la voce in passato che i Pret fossero spesso avvistati di notte davanti alla Sala della Preghiera ma dopo che sua Santità Somdej Phra Ariyawongsakattayan, il Patriarca Supremo (Pae Tissadevo), mentre era ancora abate del Wat Suthat, disse ai Pret: "Restate con noi, non causate problemi agli abitanti del villaggio", i Pret scomparirono e non apparsero mai più.
Inoltre, nella credenza popolare thai spesso la figura del Pret viene associata alla vicina Sao Chingcha (la Grande Altalena) che col favore dell’oscurità e la sua altezza potrebbe essere confusa per un Pret. Si pensa che la credenza nasca da alcuni antenati che durante il crepuscolo del mattino, con la nebbia e la scarsa visibilità, scambiarono l’Altalena per un fantasma; oppure potrebbe provenire da uno scritto reale del re Rama VI "Pret Saphan Han" in cui il monarca paragonò i mendicanti bramini che affollavano il luogo in quel periodo ai Pret. Il paragone derivava dal modo tipico in cui i mendicanti chiedevano l'elemosina, essi sollevavano le mani giunte (il gesto del Wai) fin sopra la testa, un movimento che nei dipinti religiosi ricalcava l'iconografia classica dei Pret nell’implorare meriti e compassione.

 

La Sala dei Sermoni

Wat Suthat Bangkok - Sala dei Sermoni Kan Parian - Phra Phuttha Settha Muni

o Sala Kan Parian di Wat Suthat, è il terzo grande edificio monumentale del complesso, defilato nell'angolo nord-occidentale dell'area monastica. Questa sala di incontro e di predicazione spicca per la sua architettura tradizionale in legno e muratura, dotata di un caratteristico tetto a due livelli rivestito in terracotta e circondata da una veranda perimetrale protetta dal sole. All'interno, l'atmosfera si fa intima, fresca e raccolta, dominata dal Phra Phuttha Settha Muni (noto anche come Phra Phuttha Sretthamuni). Questa celebre e insolita statua del Buddha possiede una storia straordinaria: fu interamente fusa fondendo i calamai di oppio (Klak Fin) confiscati durante il regno di Re Rama III, simboleggiando per i fedeli la completa rinascita spirituale e il trionfo della retta via sui vizi terreni e sulle dipendenze.

 

I sette posti fantastici, Satta Mahasathan

Tempio Wat Suthat - Satta Mahasathan i sette posti fantastici

si sviluppa come un percorso teologico e naturalistico all'aperto, dove sculture sacre e una vegetazione simbolica riproducono le sette settimane vissute dal Buddha subito dopo l'Illuminazione. L'itinerario spirituale si apre con il Pallanka Sattaha, dove il Buddha raggiunse il risveglio sotto il sacro Albero di Bodhi; per poi proseguire con l'Animisa Sattaha, simboleggiato da un Albero Ajapala Nigrodha di fronte al quale il Buddha rimase in piedi per una settimana in segno di gratitudine verso la pianta che lo aveva protetto; la terza e la quarta tappa, il Cankamana e il Ratanaghara Sattaha, celebrano i miracoli mentali e fisici del Maestro attraverso una passerella sopraelevata e una camera di meditazione circondate da alberi sacri, dove egli manifestò i suoi poteri agli Dei ed emanò auree multicolore; il cammino continua toccando l'Ajapala Sattaha, ambientato sotto un maestoso Albero Banyan dove il Buddha sconfisse le tentazioni demoniache delle figlie di Mara; e il suggestivo Mucalinda Sattaha, in cui una statua del Buddha è protetta dalle spire del Re dei Serpenti sotto le fronde di un Albero Mucalinda durante una tempesta cosmica; il percorso si conclude infine al Rajayatana Sattaha, dove sotto l'omonimo Albero Rajayatana il Buddha terminò il suo digiuno accettando le offerte di due mercanti, trasformando questo giardino monumentale in un eccezionale libro di pietra e linfa che sintetizza l'intera genesi del pensiero buddista.

 

La statua del Re Rama VIII AnandaMonastero Wat Suthat - Monumento a Re Rama VIII Ananda

il Wat Suthat Thepwararam inoltre ospita il monumento reale di Re Ananda Mahidol, VIII Re, e le sue ceneri reali. Fu costruito sul sacro telo di fronte al trono del Buddha, Phra Sri Sakyamuni, nel 1950. Una cerimonia di merito reale si tiene ogni anno il 9 giugno, in commemorazione dell'anniversario della morte di Re Ananda Mahidol.

 

La Residenza Museo del Patriarca Phae Tissadeva Mahathera

Wat Suthat - La casa museo del Patriarca Phae Tissadeva Mahathera

uno scrigno culturale all’interno del Wat Suthat di 1.800 mq dedicato al 12° Patriarca Supremo della Thailandia. Il percorso espositivo si divide tra la Sala Residenziale: che custodisce la biografia e le opere sacre del Patriarca donate dalla Famiglia Reale; e la Sala delle Scritture: una galleria ricca di antichi manoscritti in foglia di palma, ventagli cerimoniali, porcellane d'altare e preziosi amuleti.
Aperto al pubblico solo nei fine settimana, questo spazio rappresenta un raro santuario della memoria che preserva la storia spirituale e i tesori meno noti dell'era Rattanakosin.

 

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