Visitare Battambang

Visitare Battambang

Benvenuti a Battambang, Cambogia: Guida Turistica

“La provincia di Battambang si trova nel nordovest della Cambogia, al confine con la Thailandia. A est i suo confini si affacciano sul meraviglioso Lago Tonle Sap”.

“La città di Battambang invece, con i suoi incantevoli dintorni, è il capoluogo dell’omonima provincia. Un’elegante località fluviale che vanta alcuni degli edifici coloniali meglio conservati della Cambogia, oltre a una popolazione estremamente cordiale e ospitale”.
 

Come arrivare a Battambang

Wat Phnom, Battambang, Cambogia

Oggi Battambang è una città con 200mila abitanti, calma e pacifica, non particolarmente congestionata dal traffico, costituisce una sorta di angolino tranquillo di autentica Cambogia.

“Battambang è raggiungibile facilmente in un'ora e mezza da Siem Reap sia con collegamenti fluviali che stradali.  Vi si arriva anche da Phnom Penh in circa 6 ore di autobus percorrendo la NR5 in direzione nordovest”. Questa strada evoca episodi storici importanti, fu percorsa molte volte nei secoli scorsi dagli usurpatori Thai che andavano a saccheggiare il sud della Cambogia e costituì la via di fuga dei Khmer Rossi durante l'intervento vietnamita del 79’.

Per essere un grande centro abitato Battambang non offre una vita notturna all’altezza, probabilmente vive una momento di transizione, niente locali notturni degni nota ma solo Bar & Ristoranti con musica live dove bere qualcosa la sera.
Il “Riverside Balcony Bar”, situato in un magnifico vecchio edificio in legno sul tratto meridionale del fiume Sangker, è sicuramente il miglior locale della città. Dopo la visita di diverse celebrità, tra le quali Angelina Jolie, la sua popolarità è destinata a crescere.

Il periodo ideale per visitare Battambang va da Novembre a Marzo, quando il caldo e le temperature sono accettabili. Ma, la vicinanza ad Angkor Wat (Siem Reap) e la sua interessante bellezza culturale richiamano turisti durante tutto l’anno.

 

Cosa fare a Battambang

Esempio di edificio coloniale in Battambang: La Banca Nazionale Cambogiana

“La ridente località di Battambang offre vasta scelta a livello di ristorazione, ricezione alberghiera e opportunità di shopping. Nel pieno centro campeggia l'edificio del mercato tradizionale Psar Nat”. Costruito negli anni trenta ha una particolare architettura ispirata dal desiderio dei francesi di conferirgli un'impronta modernista, pur nel rispetto della tradizione khmer. Nessuno dei due orologi sulle rispettive torri segna mai l'ora esatta, son belli da vedere ma non sono da consultare. Intorno al mercato Psar Nat si snodano le viuzze che ospitano i più bei esempi di architettura coloniale. Numerosi sono i negozietti sormontati ai piani superiori da ampie balconate in ferro battuto artistico e decorazioni d'epoca. L'atmosfera che si respira è retrò: il tempo sembra essersi fermato. I danni causati negli anni dalle invasioni Siamesi, dalla guerra del Vietnam, dalla tirannia di Pol Pot e dalla recente costruzione anonima di qualche edificio moderno non scalfiscono il fascino di Battambang. Alcuni edifici sono veramente chic!

Ad un passo dal centro si apre l’ampio lungofiume con passerella lastricata sulla riva erbosa, è un luogo ideale per passeggiare, soprattutto la sera. Verso il tramonto infatti, compaiono bancarelle di frullati, spuntini e souvenir. Un ponte poi conduce al parco sull'altra riva che ospita l'appariscente Sengke Pagoda, costruita ispirandosi al Bayon, tempio dalle cento teste di Angkor.

A lato del lungofiume ci sono due edifici di grande interesse architettonico: il primo è un tempietto cinese, piccolo al punto da passare quasi inosservato, con i draghi cerimoniali sul tetto a tegole appuntite. Al suo interno, sull'altarino, vi è una splendida raffigurazione di Wan Tai, una divinità dall'aspetto terrificante ma a dispetto di ciò è venerata per la sua bontà e lealtà; un po’ più in la vi è l'edificio che ospita la Banca Nazionale Cambogiana, riccamente decorato, rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura coloniale francofona in Battambang.

Poco oltre, grande sorpresa riserva il “Museo cittadino o Provincial Museum”. Scialbo e disadorno custodisce però tesori di grande fascino, anche se l'allestimento lascia a desiderare mancando targhe esplicative. Vi sono molte statue ed incisioni che risalgono dal VII al XII secolo. Scorrono sotto gli occhi del visitatore mirabili rappresentazioni di divinità e demoni, nonchè rievocazioni mitologiche. Notevole è il Dio Indra che cavalca un elefante a tre teste.

Ad un passo dal museo l'antico tempio Wat Dhum Rey Sor ha alla sua entrata due grandi statue di elefanti bianchi. Al suo interno vi sono bassorilievi dai vivaci colori che rappresentano scene del Ramayana, il grande poema epico di origine induista.

Non lontano sorge il Wat Piphitearram. A guardia di esso, al suo ingresso, campeggiano le statue di due Yacht, minacciosi giganti mitologici bardati in armature e con pesanti spadoni. Gli stessi monaci accompagnano i visitatori all'interno e mostrano loro gli affreschi che descrivono veri momenti della vita del Buddha.

Il tocco finale di raffinata architettura coloniale è dato dalla vecchia Residenza del Governatore. Non si può entrare ma si può girare tranquillamente nel bellissimo giardino che la circonda ed osservarla dall'esterno. L'ingresso è fiancheggiato da una coppia di leoni ruggenti e da due antichi cannoni. L'edificio richiama vagamente nella sua struttura allo stile dei castelli della Loira, testimonia chiaramente la volontà dei francesi di restare ancorati alla loro cultura. Numerose sono le decorazioni floreali in stucco ma qualche elemento, come alcune teste di elefanti, costituisce una concessione estetica al paese ospitante.

 

Cosa visitare appena fuori Battambang

Tempio Buddhista, Wat Banan, Battambang, Cambogia

“Negli immediati dintorni di Battambang, facilmente raggiungibili anche con una moto a noleggio, vi sono luoghi di grande interesse, meritevoli di esser visitati”.

“Sulla scoscesa altura di Phnom Sampeu sorge un gruppo di variopinti templi e santuari”. Sulla bellezza del complesso grava l'angosciosa memoria dell'uso che ne fecero i Khmer Rossi. Nel periodo di Pol Pot furono adibiti a carcere e luogo di tortura. Traspare ancora il contrasto tra le efferatezze qui compiute e la serafica quiete degli edifici nati per il culto. A lato della lunga scalinata che porta in cima, statue di Buddha e tempietti si alternano a residuati bellici abbandonati. Sulla sommità, tra strutture e santuari minori, campeggia un appariscente Stupa Dorato, su di esso vive una numerosa comunità di scimmiette dispettose. Dal ciglio della scarpata venivano gettati i condannati che poi trovavano la morte negli anfratti sottostanti. Intorno alla pacifica scultura di un Buddha Disteso si notano dei teschi volutamente lasciati a memoria di un triste passato. A riprova delle fantasiose interpretazioni che spesso i Khmer danno di certe conformazioni naturali, vi è il mito sull'origine della collina di Phnom Sempeu e di un'altra lì vicina. La prima sarebbe lo scafo spezzato di una nave affondata da un'enorme coccodrillo. A bordo c'era una bellissima fanciulla, poi annegata, che avrebbe sdegnosamente rifiutato le offerte amorose dell'orrido rettile. Il coccodrillo, affranto, andò a piangere in un luogo poco distante e a struggersi nel dolore. Gli abitanti terrorizzati per la presenza di quel mostro assassino prosciugarono la zona facendolo morire. La sua carcassa originò la collinetta di “Phnom Kropeu”.

Del tempio Prasat Yeah Ten del X secolo, sulla strada per Pailin, purtroppo non resta molto. Tuttavia si son ben conservati tre ingressi con bellissimi architravi decorati da altorilievi di ispirazione mitologica.

Il Wat Banan, ben conservato, fu costruito nel XII secolo e consacrato come santuario buddhista. Esso vanta cinque robuste e appariscenti torri che alla base sono invase da una incontenibile vegetazione. Alcuni alberi giungono a coprire parte delle antiche costruzioni. Tuttavia si possono ammirare numerose incisioni, soprattutto nella torre centrale, raffiguranti le Apsaras, le affascianti danzatrici a seno scoperto di quei tempi lontani. Oltre ad esse, vi sono diverse figure di persone chine nell'atto di pregare. Campeggiano infine, al di sopra degli alberi, due architravi ricchi di raffinati bassorilievi.

“Ideale per immergersi nella natura, dopo lo shopping cittadino e le visite ai templi, è il lago di Kamping Poy”. La Domenica il lago pullula di gitanti locali ma gli altri giorni è un'oasi di quiete e refrigerio. Vi si può fare il bagno o percorrere in moto le sue rive tra la ricca vegetazione. Si possono anche noleggiare barchette per una salutare remata sulle calme acque.

 

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