La Capitale Phnom Penh

La Capitale Phnom Penh

Phnom Penh e il suo Aeroporto Internazionale

Aeroporto Internazionale Phnom Penh, Cambogia: Pochentong International Airport

Phnom Penh e il suo “Aeroporto Internazionale (Pochentong International Airport)” che dista circa 10km dal centro città, sono il punto d'ingresso principale dei sempre più numerosi turisti che visitano la Cambogia.
Phnom Penh è famosa per i suoi larghi viali alberati, per le guglie d'oro e gli Stupa in pietra che si stagliano nel cielo. A tutt'oggi la presenza di edifici recenti e antiestetici non è eccessiva per cui la Capitale mantiene gran parte del suo fascino. Disseminata di villette coloniali, bancarelle e mercatini si offre nella sua vivacità soprattutto da Novembre a Maggio, quando non ci sono le piogge monsoniche. Sono pressochè scomparsi i segni di distruzione e rovina causati dal Regime dei Khmer Rossi (1975-1979), si notano tutt’al più rari cumuli di macerie e buchi nelle strade sterrate. Nella periferia, al di fuori degli itinerari turistici, vi sono ora delle baraccopoli popolate da gente di campagna inurbata negli ultimi anni.

“Il cuore indiscusso di Phnom Penh è il lungofiume sul grande e inesorabile Me Kong”.  Questa zona della Capitale ha un'impronta cosmopolita grazie ai numerosi caffè e ristoranti all'occidentale, principale punto di incontro per la cena e per le passeggiate serali dei cambogiani e dei viaggiatori stranieri. “Nei pressi del lungofiume ci sono poi le migliori opportunità a livello di shopping e di vita notturna”.

 

Phnom Penh: Mercati Tradizionali e Shopping

Phnom Penh Mercato Tradizionale: Phsar Thmei

“Nei mercati tradizionali di Phnom Penh, quali ad esempio il Phsar BKK o il Phsar Chas o il Phsar Olympic … si puo comprare veramente di tutto”. Phsar per l'appunto significa mercato e si tratta di luoghi ben noti ai conducenti di Tuk Tuk o Cyclò. Il bellissimo Sampot, il tessuto tradizionale per fare le gonne khmer, può essere usato anche per abiti di taglio particolare una volta ritornati in patria. I souvenir in pietra o intagliati nel legno sono un po’ ingombranti ma irrinunciabili per la loro pregevole manifattura. Poi, vi è una gran varietà di gioielli in oro o argento, impreziositi di pietre. Non mancano infine oggetti antichi e curiosità.
Da visitare assolutamente anche il Phsar Thmei (mercato centrale coperto), costruito dai francesi nel 1937. Fu per anni il più grande mercato dell'Asia intera ed è un bellissimo esempio di Art Decò. Sotto la grande cupola ogni genere di mercanzia, dall'oggettistica all'alimentare. Al suo esterno molti banchetti offrono per pochi soldi spuntini ai visitatori. Quando i viaggiatori stranieri tornano a casa solitamente portano via con loro un forte ricordo di questa singolare e animata Capitale cambogiana.

 

Cosa visitare a Phnom Penh

Pagoda d'Argento o Siver Pagoda: Phnom Penh, Cambogia

Sempre nei pressi del lungofiume si trovano diverse attrazioni di assoluto valore culturale. Nel tempietto di Preah Ang Dong Kar una statua del Buddha con 4 braccia è meta di pellegrinaggio dei devoti khmer. Un mito fantasioso, secondo il quale uno stendardo a forma di coccodrillo compariva in certe ricorrenze alle spalle della scultura, ha ancora seguito presso gli anziani.

Il tempio  Wat Ounalom risale al XV secolo. Nella pagoda principale è conservata una preziosa reliquia, un pelo del sopracciglio del Buddha. I Viharn (santuari) sono 4 ai lati del Grande Stupa. In quello a est vi è una raffinata statua in bronzo del Buddha. Emozionante è la visita nella cripta di quello a ovest, dove sono conservate centinaia di urne funerarie.

Il “Palazzo Reale” è di grande impatto. Si notano innanzitutto gli alti tetti decorati con guglie e numerosi Naga (il serpente a sette teste ricorrente nella architettura khmer). Attraverso la Porta della Vittoria si accede ai giardini molto eleganti e alla scalinata che conduce alla Sala del Trono. Questo imponente edificio è l'esatta riproduzione del precedente in legno distrutto da un incendio nel 1915. La copertura è su sette livelli e in ognuno le tegole hanno colore diverso a rappresentare simbolicamente diversi significati quali: prosperità, natura, libertà …
Altri Naga fanno da parapetto alla scalinata che ha sulla sommità una veranda. La copertura di questa è sorretta dalle ali aperte di figure mitologiche che fan da colonne e simbolicamente da protezione contro gli spiriti maligni. Si tratta dei Garuda dal corpo umano e con la testa di uccello.
Presso la porta est il soffitto è impreziosito con affreschi ispirati al Ramayana ( Il testo epico Indu), mentre le pareti sono decorate con motivi floreali dai colori in tonalità pastello. Al centro della Sala vi è un enorme tappeto di 35 metri sul quale poggia la predella che regge i due Troni dell'Incoronazione. Questi sono protetti dall'alto da due vigili Garuda sospesi in aria. Alle porte nord e sud ampi specchi alle pareti servono ad allontanare gli spiriti maligni che hanno orrore della propria vista. La Sala non è aperta al pubblico ma tutto quanto menzionato si può tranquillamente osservare dalle porte che sono solo transennate. Adiacente è il Palazzo dell'Attesa Reale che ospita una collezione di oggetti preziosi regalati al Re da governi stranieri. Singolare è il padiglione di Napoleone III, donato dalla Francia nel 1876, ove sono esposti i cimeli reali più preziosi oltre a una ricca raccolta di dipinti e porcellane.

Nel 1962 Re Sihanouk edificò la sublime Pagoda d'Argento al posto di una precedente, lignea. Migliaia di mattonelle del nobile metallo, ognuna di 20cm per lato e del peso di 1kg, ne rivestono il pavimento. In essa si può ammirare il Buddha di Smeraldo, così detto impropriamente essendo fatto in realtà di cristallo Baccarat verde. Intorno vi sono raffinate rappresentazioni sempre del Buddha, sia scultoree che pittoriche. Tra esse si può ammirare il Buddha d'Oro Massiccio a grandezza naturale, tempestato di migliaia di pietre preziose, di valore inestimabile, provenienti dal Tesoro Reale. Altrettanto bello è il Buddha d'Argento che, in posizione meditativa, è posto all'interno di una vetrina. Splendida è la pesante portantina cerimoniale in legno dorato. Veniva usata, sorretta da dodici uomini, per le incoronazioni. Nel cortile esterno si osserva una statua equestre di Re Norodom con ai lati due Stupa riccamente decorati. Sulle mura, protetto da coperture, corre un lungo affresco dai colori vivacissimi. In esso si rievocano nei minimi dettagli i complessi e intricati episodi del Ramayana popolato da decine di personaggi impegnati nella lotta tra il bene e il male.

Il tetto del Museo Nazionale è costellato di Naga protettori che però non lo hanno difeso dalle distruzioni del tirannico Pol Pot. Ora è stato restaurato, una sua visita richiede una mattinata. Nella galleria est il pezzo più importante è un grande Garuda in arenaria, alto più di due metri e risalente al X secolo. Le altre sculture rappresentano soggetti sia induisti che buddisti, in Cambogia le due religioni si sono infatti avvicendate nel corso dei secoli. Le più belle sono in rame dorato e lacca. Alcune statue lignee, pur deteriorate dal tempo, recano ancora le tracce della doratura originaria. Nella galleria sud, oltre ad una statua del Buddha con 4 braccia e antichi manoscritti in sanscrito, vi sono reperti del periodo Pre-Angkoriano. Armoniosi e snelli altorilievi del VII secolo rappresentano il Buddha in varie pose. Campeggia poi un' alta statua di Visnu dalle otto braccia. Il Dio, che indossa un semplice perizoma, è raffigurato in tutta la sua imponenza. Le raffinate incisioni e sculture che seguono, risalenti al X secolo, si evolvono in forme e pose più dinamiche e aggraziate. Tra esse spiccano la statua della regina Rajandradevi e quella di Shiva con la consorte Uma. Nella galleria ovest si entra in pieno periodo Angkoriano: le sculture ancor più evolute assumono pose formali, pur se ricche di riferimenti simbolici. Sublime è la rappresentazione della snella Lakshimi, consorte di Visnu, la cui veste lascia languidamente scoperti l'ombelico e i piccoli seni. La statua più famosa è tuttavia quella che rappresenta il Re Jayavarman VII, del XII secolo, seduto in meditazione a gambe incrociate. Il suo ben noto volto è quello che compare in decine di altre riproduzioni nel tempio Bayon nella Valle di Angkor (Siem Reap). Nella galleria nord si osservano reperti di secoli più recenti. Notevole è la cabina dell'Imbarcazione Reale di 200 anni fa: è in legno pregiato finemente intagliato. Le pareti esterne sono decorate con motivi floreali e draghi. L'interno, dove si sistemava il Re, è sfarzoso. Vi sono poi dei pannelli murali provenienti dal tempio Bantheay Chmar e un'urna funeraria, quest'ultima in legno, rame, argento e oro.

Chi ama i forti contrasti può calarsi in un'esperienza singolare. Questa inizia visitando il Museo dell'Olocausto di Toul Sleng. È costituito da 4 scarni edifici grigi che ancora emanano la sinistra atmosfera degli orrori perpetrati durante il periodo di Pol Pot. Alte mura e filo spinato restano a testimoniare l'utilizzo del complesso come luogo di reclusione tortura ed esecuzioni. Regna un silenzio inquietante, stemperato però dalla presenza di Palme e Frangipane nel cortile. All'interno, percorrendo corridoi, camminatoie ed entrando nelle celle, si intuisce con angoscia quanto li accadde. Si notano brande di contenzione in ferro e i ceppi ai quali venivano incatenati i prigionieri. Alle pareti foto che mostrano lo stato delle celle al momento della liberazione ancora ingombre di cadaveri. Nel Blocco B sono invece esposte migliaia di foto di sventurati che li han finito i loro giorni tra atroci sevizie. Di alcuni le vicende sono così toccanti che le guide le rievocano per i visitatori in un inglese un po’ incerto. Nel Blocco C vi sono ancora reti arrugginite che avevano lo scopo di impedire sia la fuga che il suicidio. Nel Blocco D sono descritti nei dipinti di un'artista sopravvissuto ai metodi di tortura. Sono poi conservati carteggi debitamente tradotti che milizia e aguzzini si scambiavano tra loro. In una saletta, due volte al giorno, viene proiettato un toccante documentario che rievoca un'incredibile storia d'amore tra due internati.

Verso sera ci si reca infine al Parco del Tempio Wat Botum, molto tranquillo e lontano dal chiasso cittadino. Qui spicca uno Stupa Dorato dove i cambogiani amano passeggiarvi attorno godendo del venticello fresco che spesso arriva all’imbrunire. Il luogo è delizioso e quando il cielo si tinge di rosso lo Stupa coglie e riflette le ultime luci diurne. Qua e la i khmer eseguono esercizi di ginnastica cinese, quasi a simboleggiare la rinascita del Paese lasciandosi alle spalle un torbido passato.

 

La vita notturna di Phnom Penh

La vita a Phnom Penh: guida turistica per viaggiatori italiani

Quanto a divertimento notturno si può dire che il primo approccio consiste di solito in una bella bevuta in qualche locale del centro. Negli squallidi bar per soli uomini l'atmosfera è piuttosto fumosa: ve ne sono molti sul Sisowath Quay e sulla Street 51. Decisamente migliori sono i bar ''trendy'' con vista sul lungofiume o in posizione esclusiva sulla iper mondana street 240. Infine i locali di medio livello offrono spesso musica dal vivo e fungono anche da discopub. Nella maggior parte dei locali notturni di Phnom Penh il clima è informale, chiudono tardi e spesso ricorrono all'offerta dell’ happy hour. Gli stessi uomini cambogiani sono molti amanti della vita notturna, delle bevute prolungate che animano la notte nei vari karaoke bar e sale da ballo con luci stroboscopiche. “Pub e discoteche, come è facile intuire sono popolati da compiacenti e belle fanciulle in cerca di compagnia. Va detto inoltre che in Cambogia c'è un forte orientamento gay che richiama un folto numero di turisti stranieri, infatti stanno nascendo molteplici locali di tendenza, di ottimo livello”.

 

Phnom Penh: gite, crociere e trasferimenti fluviali sul Mekong

Crociera sul fiume Mekong: Phnom Penh, Cambogia

“La Capitale Phnom Penh è punto di partenza di molte escursioni verso i luoghi interessanti che si trovano nei dintorni e oltre. Molto piacevoli e pittoresche le gite fluviali o crociere a bordo di piccole barche a motore o di grandi battelli”.
Ogni giorno ci si può imbarcare per Siem Reap. Il viaggio richiede qualche ora ma da l'opportunità di risalire il fiume Tonle Sap e traversare il grande lago Tonle Sap in tutta la sua lunghezza.
Molto consigliate sono le escursioni in barca verso le penisole di Chroy Chung Va e Kaoh Dach. Sono lingue di terra fluviali del fiume Me Kong, a volte balneabili, che ospitano ancora nel loro interno angoli di antica realtà rurale.
Anche via terra infine si può raggiungere a una ventina di km a sud-est la cittadina di Kien Svai. Oltre ad una spiaggia, offre numerosi negozietti di artigianato locale, assolutamente da non perdere. È pure famosa per le sue molte specialità culinarie tutte a base di svariati tipi di insetti cotti o fritti.

 

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